Come controllare un messaggio che potrebbe essere una truffa
Una richiesta può arrivare per SMS, WhatsApp o email e sembrare credibile. Usa Controlla un messaggio per esaminare il testo, poi verifica attraverso canali indipendenti. Non serve che un messaggio contenga un link o errori grammaticali per meritare cautela.
Segnali che meritano una verifica
Fermati davanti a richieste di password o OTP, trasferimenti su un conto di custodia, gift card, pagamenti fuori marketplace o denaro urgente per un familiare. Un sedicente reparto antifrode che chiede di spostare i risparmi non diventa affidabile grazie a un tono professionale.
Un OTP ricevuto non è automaticamente una truffa
Una notifica come “Il tuo codice OTP è [codice]. Non comunicarlo a nessuno” può essere legittima. Diversa è la richiesta di comunicare quel codice a un interlocutore. Prima dell’analisi sostituisci sempre il codice effettivo con un segnaposto.
Social engineering senza link
“Ho cambiato numero, mandami un bonifico” o una richiesta di richiamare un numero sconosciuto possono sfruttare fiducia e fretta. Telefona al familiare usando il recapito già noto; contatta banca o azienda usando i riferimenti ufficiali, non quelli contenuti nel messaggio.
Contesto e limiti
Una consegna attesa, una comunicazione bancaria senza richieste sensibili o un testo educativo sulle truffe non sono sospetti solo per il tema trattato. L’analisi del testo non autentica il mittente e non verifica la provenienza di un’email. Il risultato può sbagliare: LOW, ATTENTION e HIGH sono livelli indicativi, non prove definitive.
Prima di inviare il testo
Rimuovi dati personali non necessari, credenziali, numeri di carte e informazioni sanitarie. Il messaggio viene inviato a Supabase e OpenAI per l’elaborazione. Non viene salvato in una cronologia applicativa, ma si applicano le regole tecniche dei fornitori.